IL CASO ALITALIA -1
Il burrascoso volo di Alitalia sta ormai giungendo a termine. Questo si è capito.
Ciò che ancora non è chiaro è quanto sarà brusco l’atterraggio e se e quali pezzi si perderanno lungo la pista.
Eugenio Scalfari domenica in un articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica stimava la cifra necessaria per l’acquisto ed il rilancio della compagnia intorno ai 14 miliardi di euro (tanto per capire di cosa si sta parlando).
Ad oggi si è fatto concretamente avanti, vale a dire è arrivato a formulare un’offerta, un solo possibile acquirente, il gruppo Air France-KLM.
Oggi però la stampa ci da notizia della formazione di diversi “gruppi” di politici e sindacalisti che, in maniera anche piuttosto curiosamente trasversale, si sono dichiarate in favore di altre soluzioni: oltre a chi difende il gruppo franco-olandese c’è chi decanta quello tedesco di Lufthansa e chi spera, annuncia ed attende una cordata nostrana. Un tifo simile a quello da stadio, con tifoserie organizzate che urlano e gridano di tutto pur di fare rumore, pur di fare più rumore.
Tutto questo, forse non casualmente, in un periodo di campagna elettorale in cui le scadenze sembrano non avere più importanza e in cui ogni giorno si ipotizza qualcosa di nuovo, qualcosa che poi, in realtà, semplicemente non c’è. Non ci sono infatti né la cordata Italiana ne un’offerta del gruppo tedesco. Di cosa o chi si parla allora? Se qualcuno è veramente interessato perché non si manifesta? Cosa attende? Sono molte le domande…“Il caso è complesso”, “gli interessi sono tanti”, giusto per riportare alcune delle risposte più in voga; ed intanto ad ogni giorno che passa la compagnia di bandiera continua a perdere denaro, a svalutarsi, e le soluzioni a confondersi ed allontanarsi.
Lo spettro e l’incombenza del fallimento trovano ogni giorno nuovi sostenitori. Tutto è in dubbio, tutto in discussione e, di conseguenza, niente si muove, niente si fa.
Sembra di essere tornati al recente dialogo sulla riforma elettorale: chi per il modello francese, chi per il sistema spagnolo, chi per il proporzionale alla tedesca, ogni giorno un’ipotesi nuova! È poi noto a tutti cos’ha prodotto quella confusione ed incapacità di confrontarsi seriamente…
Oggi come ieri il risultato sembra sempre più il classico italiano!
Confusione, compromessi al ribasso e immobilità generale di fatto…
I sindacati come molti partiti sono divisi e contrapposti su tutto, ed ognuno in attesa di non si sa poi bene cosa.
Siamo veramente stufi di tutto questo.
Chi riuscirà a trovare una soluzione?
A non fermarsi alle polemiche?
Chi sarà in grado di risolvere questa patata bollente?
Una sola cosa è certa: la soluzione del problema molto dipenderà dal risultato delle ormai prossime elezioni ma, indipendentemente da questo, è proprio scoccata l’ora del fare, come annuncia il nostro candidato premier Veltroni. L’ora del coraggio e della responsabilità. Affrontare onestamente i problemi per risolverli e non nascondersi ed aspettare che tutto passi o che tocchi a qualcun altro come nella precedente legislatura di centrodestra. Il PD è nato per questo.
A chi affiderà questa disperata missione il popolo italiano?
Non resta che sperare e darci da fare in campagna elettorale!
Almeno questo tema ci evita di dover ancora parlare e sentir parlare di Ciarrapico….
Il burrascoso volo di Alitalia sta ormai giungendo a termine. Questo si è capito.
Ciò che ancora non è chiaro è quanto sarà brusco l’atterraggio e se e quali pezzi si perderanno lungo la pista.
Eugenio Scalfari domenica in un articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica stimava la cifra necessaria per l’acquisto ed il rilancio della compagnia intorno ai 14 miliardi di euro (tanto per capire di cosa si sta parlando).
Ad oggi si è fatto concretamente avanti, vale a dire è arrivato a formulare un’offerta, un solo possibile acquirente, il gruppo Air France-KLM.
Oggi però la stampa ci da notizia della formazione di diversi “gruppi” di politici e sindacalisti che, in maniera anche piuttosto curiosamente trasversale, si sono dichiarate in favore di altre soluzioni: oltre a chi difende il gruppo franco-olandese c’è chi decanta quello tedesco di Lufthansa e chi spera, annuncia ed attende una cordata nostrana. Un tifo simile a quello da stadio, con tifoserie organizzate che urlano e gridano di tutto pur di fare rumore, pur di fare più rumore.
Tutto questo, forse non casualmente, in un periodo di campagna elettorale in cui le scadenze sembrano non avere più importanza e in cui ogni giorno si ipotizza qualcosa di nuovo, qualcosa che poi, in realtà, semplicemente non c’è. Non ci sono infatti né la cordata Italiana ne un’offerta del gruppo tedesco. Di cosa o chi si parla allora? Se qualcuno è veramente interessato perché non si manifesta? Cosa attende? Sono molte le domande…“Il caso è complesso”, “gli interessi sono tanti”, giusto per riportare alcune delle risposte più in voga; ed intanto ad ogni giorno che passa la compagnia di bandiera continua a perdere denaro, a svalutarsi, e le soluzioni a confondersi ed allontanarsi.
Lo spettro e l’incombenza del fallimento trovano ogni giorno nuovi sostenitori. Tutto è in dubbio, tutto in discussione e, di conseguenza, niente si muove, niente si fa.
Sembra di essere tornati al recente dialogo sulla riforma elettorale: chi per il modello francese, chi per il sistema spagnolo, chi per il proporzionale alla tedesca, ogni giorno un’ipotesi nuova! È poi noto a tutti cos’ha prodotto quella confusione ed incapacità di confrontarsi seriamente…
Oggi come ieri il risultato sembra sempre più il classico italiano!
Confusione, compromessi al ribasso e immobilità generale di fatto…
I sindacati come molti partiti sono divisi e contrapposti su tutto, ed ognuno in attesa di non si sa poi bene cosa.
Siamo veramente stufi di tutto questo.
Chi riuscirà a trovare una soluzione?
A non fermarsi alle polemiche?
Chi sarà in grado di risolvere questa patata bollente?
Una sola cosa è certa: la soluzione del problema molto dipenderà dal risultato delle ormai prossime elezioni ma, indipendentemente da questo, è proprio scoccata l’ora del fare, come annuncia il nostro candidato premier Veltroni. L’ora del coraggio e della responsabilità. Affrontare onestamente i problemi per risolverli e non nascondersi ed aspettare che tutto passi o che tocchi a qualcun altro come nella precedente legislatura di centrodestra. Il PD è nato per questo.
A chi affiderà questa disperata missione il popolo italiano?
Non resta che sperare e darci da fare in campagna elettorale!
Almeno questo tema ci evita di dover ancora parlare e sentir parlare di Ciarrapico….




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