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Quali saranno i veri effetti di questa nuova legge appena varata dal senato?
Ha provato a spiegarlo l'ANM, l'associazione nazionale dei magistrati, che dichiara: "saranno sospesi 100 mila processi" e "la politica si fermi, illegittimo usarla per fini privati".
Già, la politica, una certa politica, quella di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza, il cui nuovo emendamento sospende per un anno i procedimenti in corso per fatti precedenti il giugno del 2002. L'obiettivo dichiarato del governo è quello di sveltire i tempi dei processi per reati di grave allarme sociale, che prevedono pene dai 10 anni fino all'ergastolo, concentrando i processi "sui delitti più gravi e commessi in tempi più recenti, bloccando quelli semi abbandonati"(Alfano, Ministro della Giustizia).Cresce però sempre più il sospetto che dietro questo discutibile proposito si nasconda un'altra motivazione: quella di bloccare il processo che a Milano vede imputato Silvio Berlusconi per corruzione in atti giuduziari insieme all'avvocato inglese David Mills (Questi, nel febbraio 2001, avrebbe ricevuto 600 mila dollari come "ricompensa" per la reticenza in altri due processi riguardanti la Fininvest, e cioè All Iberian e quello sulla corruzione della Guardia di Finanza).
Il vicepresidente del Csm Mancino prevede che la consulta potrebbe respingere la nuova legge in quanto viola la costituzione.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è irritato in quanto non vede l'urgenza della modifica inserita nel dl. L'unica spiegazione è infatti la volontà del premier di sospendere il proprio processo e di evitare, grazie al dl, la discussione parlamentare su questa nuova norma.
Dubbio che esprime anche Giuseppe Cascini, segretario dell'ANM, che lancia l'allarme di un "caos senza precedenti" e dichiara: "Bloccare 100 mila processi significa mettere in ginocchio la giustizia penale. Qual'è la fretta di introdurre disposizioni che paralizzerano i tribunali? Ci rifiutiamo di credere che venga contrabbandata per la sicurezza una norma che impedisce un solo procedimento". I magistrati non vogliono infatti pensare che, per bloccare un solo processo (quello di Berlusconi), il Parlamento approvi un emendamento che ne sospenda centomila.
Il presidente dell'ANM Luca Palamara ha anche espresso timori per la delegittimazione che il premier continua a promuovere nei confronti dei singoli magistrati (le varie toghe rosse) perchè questa "può comportare un serio rischio per l'equilibrio tra poteri dello stato", ricordando infine che "nel nostro ordinamento non è consentito l'uso privato dei poteri pubblici".
Va inoltre aggiunto che, una volta combinato al ddl sulle intercettazioni, questa nuova norma porterà, secondo le previsioni dell' ANM, alla sospensione di processi per reati gravissimi e ad una drastica riduzione dell'azione investigativa per reati di mafia e terrorismo.
Se questa è l'idea del governo di come riformare la giustizia sarà sufficiente abbandonare l'aula al momento della votazione o sarà forse il caso di scendere in strada a manifestare il nostro dissenso e spiegare alla gente quali sono le reali intenzioni del governo Berlusconi?
venerdì 20 giugno 2008
LA NUOVA SALVA-PREMIER
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1 commento:
Il vero scandalo in tutto questo sta nel silenzio dell'opposizione che continua a rimanere muta nonostante nel nostro paese avvengano queste cose che in qualsiasi paese civile della terra sarebbero intollerabili. Siamo arrivati al punto che la politica la fanno i comici, ma in realtà bisogna far capire agli italiani che la politica non è una cosa comica, la politica serve per far reggere uno stato e quando questa viene meno allora viene meno anche lo stato. Io mi chiedo perchè chi ci rappresenta in parlamento non alza la voce contro queste illegittimità. La politica ha il compito di rappresentare e tutelare i cittadini e purtroppo attualmente non sta assolvendo al suo compito.
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