mercoledì 2 aprile 2008

Balzo avanti nel 1987


Destra o Sinistra, che differenza fa quando ad essere sbagliata è l'idea? Per rilanciare l'economia occorre l'autosufficienza energetica. Per quanto si possa essere d'accordo, la volonta di investire su fonti rinnovabili è carente. Si trova una pecca per ogni fonte d'energia: l'eolico è discontinuo, il solare è discontinuo e costoso, la geotermica costosa e tecnicamente problematica, le biomasse danno complicazioni...

Ecco allora come un'epifania balenare nella mente di qualche uomo delle libertà l'illuminazione definitiva: IL NUCLEARE!

Circa venti anni fa, l'Italia disse no allo sfruttamento di questo tipo di energia. Si constatarono gli effetti di una errata gestione e controllo della risorsa un anno prima con Chernobyl...una cosa mai vista prima.

Ma perchè il nucleare? I promotori parlano di "stare a passo con i tempi", "tecnologie sicure"...e soprattutto: "Americans do it!!". Eccolà là, la frase che giustifica le iniziative, è gratificante, al pari di un dogma svelato: gli americani lo fanno, non suona bene?

Eh, sì, noi lo abbiamo sempre avuto il vizio di posizionarci sulla stessa lunghezza d'onda del più forte, la nostra storia lo insegna, abbiamo le qualità ma non ci applichiamo. E' più semplice copiare.

Ma il nucleare conviene veramente? A sentire il pdl si; tuttavia, non fidandomi molto di Bondi & Co., ho preferito documentarmi. Cosa è emerso:

-L'uranio non è eterno, finisce come finisce il petrolio;

-Le attuali tecnologie escludono ancora il controllo totale sul processo di fissione nucleare (il che significa che è sempre in agguato un nuovo caso-Chernobyl, anche se sentirete sempre la destra negare questa eventualità);

-Il costo di una centrale nucleare è così oneroso che si ammortizza in circa una quarantina d'anni; questo è strano, perche il pdl parla del nucleare come risorsa per l'immediato futuro. Bisognerebbe chiedere cosa intendono per "immediato futuro", perchè le sovvenzioni ricadono sulle nostre tasche ovviamente e considerando il nostro debito pubblico, il più alto d'Europa per colpa di destra-centro-sinistra, non credo sia una mossa molto intelligente, sarebbe megli ocontinuare l'importazione tutto sommato;

-depositi di scorie nucleari. Ovviamente non essendo una fonte rinnovabile, il nucleare produce scorie. Le scorie si smaltiscono in millenni. Occorrono siti di stoccaggio adeguati onde evitare: inquinamento della terra, inquinamento delle falde acquifere (che per come stanno messe, sempre più carenti e inquinate, rischiano di impoverire tutto il territorio) con conseguente rischio per la salute dei cittadini; i siti quindi sono un ulteriore costo.

L'alternativa sarebbe la fusione nucleare a freddo, ma c'è chi di cedere finanziamenti non ne vuole sapere per sviluppare questa tecnologia che oltre ad essere pulita e sicura, ha costi bassissimi, quasi nulli rispetto alla fusione a caldo e alla fissione.

Il nucleare non è la soluzione. Sembra quasi un "lo voglio anche io...!" fanciullesco del centro destra (dico centro destra perche anche Casini ne è interessato), come quando da bambini si ha invidia per il giocattolino dell'amichetto.

Forse è ora di crescere.

3 commenti:

Stefania ha detto...

La fusione nucleare a fReddo è statA sperimentata nel 1989 in America poi ovviamente non conveniva a nessuno tirare fuori fonti che non fossero legate al petrolio..e ora sono finanziati da una filiale della Toyota a Nizza...in silenzio..ma io dico...perchè rischiare di trovare una fonte alternativa al petrolio?non vorremmo mica salvare l'ambiente e renderci autonomi dall'america o dagli arabi..ma che scherzate?..il mondo è bello perchè più che vario è STRANO

PS:il sito ha cambiato look ..scusate ma un pò di allegria ci voleva

Enrico ha detto...

e sto verde lo chiami allegria?

Enrico ha detto...

La questione energetica caratterizza fortemente la nostra epoca in quanto detta i rapporti di forza geopolitici. Non ci è dato sapere cosa accadrà quando il petrolio sarà finito, ma li avremo veramente una rivoluzione nel modo di vivere che la storia ricorderà come quelle industriali.
Ad oggi ci sarebbero molte cose su cui riflettere, provo a buttarne la qualcuna:
- l'indipendenza energetica vuol dire non dover comprare energia all'estero e quindi averne una produzione propria sufficiente alla domanda della nazione
- per produre energia ci sono svariati modi, ma solo alcuni non inquinano, hanno fonti rinnovabili ed un basso impatto sull'ambiente. Queste presentano però, al loro stato attuale, alcune carenze tecniche che le rendono insufficienti a garantire una quantità alternativa tale da non dover più ricorrere alle fonti tradizionali
- bisognerebbe quindi investire pesantemente nella ricerca e nello sviluppo
- questo non vuol dire però che già da ora non bisogni sperimentarle e comunque differenziare i modi di produzione; la comunità europea tra l'altro si è data delle scadenze ben precise...
- questo diversificare permetterebbe anche di non risentire pienamente dell'inflazione dei prezzi che continua a crescere nel petrolio come nel gas e tutte le altre "antiche" fonti d'energia
- lo sviluppo globale necessita di sempre maggiore energia e ciò, oltre a causare l'aumento dei prezzi, fa si che per un paese ricco che ha energia ce ne siano molti altri poveri senza
- senza energia non c'è crescita, non c'è sviluppo, non c'è eguaglianza
- per questo ci sono guerre nei paesi produttori di energie
- un'altro modo per combattere sia l'aumento dei costi sia la scarsità dell'energia sarebbe quello di evitarne gli sprechi che esistono e sono tanti
-un'altro modo ancora sarebbe quello di riconsiderare il nostro stile di vita prima che i nostri eccessi ci distruggano
- se è vero che la libertà dell'uomo sottintende la sua eguaglianza con i propri simili, allora tutti dovrebbero avere la possibilità di utilizzare l'energia e, se immaginarla un giorno gratis per tutti è utopistico, magari ad un prezzo accessibile a tutte le varie capacità d'acquisto non sarebbe poi così sbagliato...
Speriamo che ci sia qualcuno in grado di affrontare questi temi!
Il partito democratico ha le sue idee e le sue proposte, ma la strada è ancora troppo lunga ed in salita per vederne la fine