Conflitto e Sottomissione
Disarcionato dalla bici. Un colpo in fronte. Sgozzato. Due coltelli nello stomaco uno dei quali recante messaggio di minacce a ebrei e occidente. Così è stato ucciso Theo Van Gogh (bisnipote del celeberrimo pittore) sulla strada, animale da macello.
Una fatwa, condanna religiosa al cui confronto una scomunica medievale figura appena da solletico.Il motivo? la realizzazione e messa in onda del film denuncia "submission" sulla condizione miserrima delle donne mussulmane: irrilevanza sociale, ingiustizia; discriminazione religiosa vecchia di 1400 anni circa.
"I would do it again". Mohamed Bouyeri (l'omicida fondamentalista) questo dichiarava. Ha raccolto la fatwa. Cosa normale per loro. A distanza di 4 anni scarsi, tiene il banco il caso-Wilders. Il cortometraggio stavolta incriminato è "Fitna", documento che riporta le aggressioni piu atroci e violente che abbiamo subito dal fondamentalismo islamico negli ultimi anni a partire dall'11/9. Le immagini sono forti, come è inevitabile che siano, data la brutalità delle azioni dei muslim.
Ma procediamo con ordine.
L'Olanda è probabilmente il paese più tollerante in europa in fatto di immigrazioni, sicuramente il più democratico, cinto con l'alloro della libertà d'espressione dei suoi artisti e pensatori. Questa libertà è possibile grazie all'opera dello Stato: lo Stato compera le opere degli artisti che non riescono a vendere. Essi, mantenuti, possono tranquillamente infrangere gli ultimi tabù della società, anche in aperta contraddizione con opinione pubblica e Governo.
Tuttavia la situazione sociale olandese è allarmante: il malcontento ed i disagi crescono a braccetto con l'immigrazione. I nuovi arrivati, per lo più di fede islamica, per lo più marocchini, rendono insicure le strade, riescono ad intimidire la polizia. Si capisce bene quali siano i rischi in un paese dove il 5,4% della popolazione prega in direzione della Mecca (considerando che del restante 95% la metà si professa atea o non praticante).
Ecco che Geert Wilders, deputato della Tweede Kamer per il PdL (guarda che coincidenza...), partito di estrema destra, realizza un filmato: "Fitna", summa dei suddetti disagi latenti. Si tratta di circa quindici minuti, ma son bastati per creare un vespaio di polemiche.
E' interessante rievocare le reazioni sulla morte di Van Gogh e confrontarle con quelle relative al filmato.
Atto1-morte Van Gogh- Entrano il premier Balkenende, il primo ministro.
Balkenende: "Evitare conclusioni affrettate. Van Gogh era un campione della libertà di espressione. Sarebbe inaccettabile se la libertà di espressione fosse all'origine di questo brutale omicidio".
Primo Ministro: "È una situazione orribile che non possiamo accettare".
Atto2-"Fitna"- Entrano il Premier Balkenende, l'ONU e Ban-ki-Moon, la UE personificata.
Balkenende: "Il film associa Islam e violenza, noi respingiamo questa interpretazione. Noi siamo rammaricati che Wilders abbia diffuso questo film, il cui scopo è solo quello di offendere".
Ban-ki-Moon: "«No a un discorso che incita all'odio. Condanno nei termini più forti la diffusione del film anti-islamico offensivo di Geert Wilders. Non vi è alcuna giustificazione per un discorso che incita all'odio o alla violenza. In questo caso non è in gioco il diritto alla libertà di parola.
Riconosco gli sforzi del governo olandese per fermare la diffusione di questo film e chiedo a chi è
comprensibilmente offeso (dalle immagini) di rimanere calmo. La libertà deve sempre essere accompagnata da responsabilità sociale. L'Onu è il centro degli sforzi mondiali per portare avanti reciproco rispetto, comprensione e dialogo. Dobbiamo anche riconoscere che la vera divisione non è tra società musulmane e occidentali, come qualcuno vuole farci credere, ma tra piccole minoranze di estremisti che, da diverse parti, sono interessate a promuovere ostilità e conflitto.
UE: "Respingo in modo assoluto l'interpretazione contenuta nel film che l'Islam è una religione violenta. Esprimo solidarietà al governo olandese che crede in una società aperta e tollerante. Il contenuto del film sembra ideato per offendere la sensibilità religiose dei musulmani in Olanda, in Europa e nel mondo; il rispetto reciproco e la tolleranza sono le precondizioni perchè islamici, cristiani e persone di altri credi, o che non ne hanno, possano vivere in pace insieme".
Atto3 -entra Wilders-
Wilders:"Spero non accada nulla, ma se dovesse succedere qualcosa i responsabili saranno coloro che commettono l'atto, non io».
E'evidente che le polemiche nascono dalla violenza delle immagini.
Va allora definito il concetto di violenza. Non è forse "violenza" una forza a noi estranea che ci costringe fisicamente o anche psichicamente? Se fossimo violentati psichicamente, in virtù di quella, saremmo indotti a ben altro comportamento da quelo che terremo in condizioni di normalità?
E' comprensibile l'indignazione per la morte di Van Gogh, ma la condizione delle donne islamiche, non è forse frutto di violenza? La denuncia di Wilders è forse abusiva, più sanguinaria di quella di Van Gogh solo perche in "Fitna" si vede scorrere un liquido piu denso e scuro delle lacrime? A quella stessa violenza, non fa capo la stessa fondamentale ideologia? Cos'è allora violenza?
Come si può debellare un cancro con un'aspirina.La sensazione è quella di un peso e due misure: si tratta di valutare la posizione di forza.E viste le dichiarazioni degli organi nazionali ed internazionali al caso Wilders, ci si può bene accorgere che non è l'occidente ad avere il coltello dalla parte del manico. Ad uccidere van gogh è stato un immigrato, ma perfettamente inserito da anni. Cosa succederebbe se a sollevarsi fossero immigrati non inseriti?E se ci fossero proteste nel mondo musulmano come all'epoca delle vignette danesi? Abbiamo visto cosa è succeso a Londra e Madrid.
La paura è palpabile. Dissociarsi d'obbligo.
Il terrore è una forma di violenza. Se fossimo violentati psichicamente, in virtù di quella, saremmo indotti a ben altro comportamento?
La frenesia delle smentite non lascia scampo.
Submission.
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1 commento:
L'unica cosa da temere è la paura. (Franklin D. Roosevelt).
Per il resto la violenza è tale in qualsiasi forma e in qualsiasi posto essa si manifesti e perquesto va combattuta senza se e senza ma, indipendentemente dalle proprie nazionalità, religioni, ideologie ed indipendentemente da tutto ciò che su questa terra divide il genere umano invece che unirlo.
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